Scrittura Robotica

Copywriting e Intelligenza Artificiale AI

Manuel Mitola Digital Marketing e Innovazione

Si sente sempre più spesso parlare di AI, intelligenza artificiale e le potenziali applicazioni di questa nuova tecnologia sono così tante che è difficile quantificarle in maniera precisa. Alcuni articoli come questo, parlano di mestieri che potrebbero essere svolti da robot dotati di AI come autisti, giudici, avvocati, chirurghi, ma anche romanzieri entro i prossimi 35 anni. Ma se ci saranno romanzieri, cosa impedisce la futura presenza sul mercato di robot copywriter magari anche SEO oriented e in grado di parlare non solo la lingua degli uomini, ma anche quella dei crawler?

Certo, 35 anni sembrano un tempo molto lungo, ma se si guarda al trend di crescita degli investimenti in questo settore, viene da chiedersi se il boost finanziario possa trasformarsi anche in un volano in grado di ridurre drasticamente i tempi per vedere sul mercato queste innovazioni; basti pensare che nel 2010 gli investimenti globali in AI erano pari a circa 310 milioni di dollari. Nel 2016, da un report di Sirris, organizzazione non-profit belga che supporta le aziende a livello di innovazione tecnologica, emerge come gli investimenti in Intelligenza Artificiale siano arrivati a 1,8 miliardi solo in Europa. 

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Se il trend di finanziamento anticipasse l'avvento di nuove applicazioni dell'AI, bisogna tenere conto anche del fatto che professioni che fino a poco tempo fa erano distanti dal mondo robotico, come ad esempio tutte quelle legate ad arte e creatività, potrebbero vedere entrare nel mercato competitors artificiali.

Tra chi pensa che l'avvento di scrittori robotico sia più vicino di quanto sembra, c'è anche Kristian Hammond, co-founder di Narrative Science, azienda specializzata nella creazione di narrativa automatizzata, che prevede che dalla metà degli anni 20 del ventunesimo secolo, più del 90% delle notizie saranno generate da algoritmi

Saremo in grado di distinguere scrittori robot da scrittori umani?

Come utenti e utilizzatori di queste nuove creatività, saremo in grado di distinguere la mano umana da quella artificiale? Forse no. E' dello scorso anno, la notizia che "Il giorno in cui un computer ha scritto un romanzo" prodotto letterario scritto dall'AI sviluppata dal team di Hitoshi Matsubara, della giapponese Future Unversity di Hakodate, ha superato le prime fasi selezione del concorso letterario locale Hoshi Shinichi. 

Ancora prima nel 2015, sul New York Times, è stato pubblicato un articolo intitolato "If an Algorithm Wrote This, How Would You Even Know?" dove si parla di uno studio dell'Università svedese Karlstad University guidato da Christer Clerwall in cui gli intervistati dovevano riconoscere quali testi giornalistici sportivi erano stati scritti da robot e quali no. Il risultato fu che per loro fu impossibile fare distinzioni. 

Sempre sul NY Times, hanno poi proposto un test interattivo simile (in inglese). L'ho provato e devo dire che non è per niente facile capire quali testi siano stati scritti sulla base di algoritmi e quali siano frutto della creatività dell'uomo. Se lo vuoi provare anche tu, puoi farlo qua:

L'ha scritto un robot o un umano? Il TEST INTERATTIVO per metterti alla prova

Ci sono rischi di sostituzione professionale?

rischio sostituzione professionale intelligenza artificiale

I pareri su questo tema sono diversi ma, in generale tendono al confermare questo rischio con stime che vanno da un 40% di lavori sostituiti dalle macchine, a un più modesto 7%. Ovviamente, nuove tecnologie che comportano l'apertura di nuovi servizi e mercati, sono per forza di cose foriere anche di nuove professioni e quindi nuovi posti di lavoro. All'atto pratico però, la natura labour saving delle macchine, fa sì che il rischio sia concreto.

Prima facevo cenno a potenziali super copywriter SEO oriented in grado di scrivere sia per gli umani che per i crawler. Riflettevo sul fatto che, se esistono tecnologie in grado di competere in concorsi letterari e di produrre news impossibili da distinguere da quelle human made, potrebbero anche esserci copywriters robot. Credo ci possa essere il rischio di sostituzione professionale anche per i creativi copywriter? Sì, almeno in parte. A livello di velocità di produzione di contenuti e quindi anche di costi di produzione, credo che un uomo difficilmente possa competere con una macchina. La competizione, se si vuole competere, credo si possa giocare solo sulla qualità degli elaborati prodotti.

Se fossi un copywriter cercherei di non instaurare una competizione diretta. Per nessun motivo al mondo farei partire una guerra dei prezzi, piuttosto che farlo cambierei mestiere. Non inizierei nemmeno una guerra anti-progresso in stile luddista. Quello che farei è  conoscere ogni recondito segreto del mio nemico. E se poi alla fine scoprissi che questo nemico, tanto nemico non è? Magari da una minaccia per la mia professionalità, potrei tirare fuori uno strumento utilissimo per far fare il salto di qualità al mio lavoro. 

"We always overestimate the change that will occur in the next two years and underestimate the change that will occur in the next ten" - Bill Gates

Come prepararsi all'arrivo dell'AI copywriting?

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Anche se mi capita di scrivere per il web, non sono un copywriter. Per quanto mi riguarda, come digital strategist, il copywriter artificiale o robot scrittore che dir si voglia, può rappresentare un'opportunità per quanto riguarda la generazione di contenuti editoriali. In questo caso di tratta di produrli in maniera automatizzata, possibilmente a basso costo e già ottimizzati SEO. Penso in primo luogo a blog autogenerati che si inseriscono in strategie di posizionamento organico, ma anche a contenuti in stile news / ultim'ora. Last but not least, contenuti editoriali per social media.

Per il digital marketer che deciderà di affidarsi all'AI per generare contenuti editoriali e che non era solito occuparsi direttamente della stesura dei contenuti, tra le cose che cambieranno ci sarà probabilmente l'attività di briefing. Dico probabilmente perché, nel caso in cui si sviluppi una figura professionale (o esista già) in grado da fare da ponte tra il digital marketer e il robot copywriter, l'attività di briefing subirà sicuramente minori cambiamenti. Se ci sarà o meno questa figura ponte, la skill di saper "brieffare" questi nuovi copywriter per fargli scrivere quello che vogliamo che scrivano. 

Per quanto riguarda la programmazione di attività editoriali per social media marketing, invece, sarà il social media manager (o di nuovo il digital strategist stesso) a dover dare istruzioni al robot copywriter. 

Un denominatore comune di entrambe le tipologie di attività credo che sarà l'integrazione con i big data. Analizzando alcune piattaforme che già offrono questo tipo di servizi, come ad esempio Quill, quello che emerge è che la produzione di contenuti da parte di questi software di Artificial Intelligence richiede una buona dose di analisi dei dati. E' l'analisi dei big data che permette di generare non solo contenuti dal suono ''umano'', ma anche customizzati in base al nostro target di riferimento. La figura del big data analyst diventerà quindi centrale anche per la generazione robotizzata dei contenuti almeno fintantoché questi sistemi non saranno così user friendly da non richiedere l'intervento di una o più figure ponte tra il digital marketer e il software. In ogni caso sono convinto che, anche se il robot copywriter sarà in grado di essere brieffato facilmente per produrre contenuti in maniera automatica, il lavoro di team tra digital marketers, social media managers, data analysts e perché no ''human'' copywriters sarà sempre alla base di un progetto di qualità.  

   

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